La vita di Padre Raschi
l 6 luglio 1902 nasce a Cetona Padre Raschi, che viene battezzato con il nome Renato Giulio Umberto. Figlio di un valente sarto che lavora a Parigi, trascorre la sua fanciullezza a Sarteano con nonna Filomena e nonno Gigi. Fin dall’infanzia si nota nel piccolo Renato un’intelligenza spiccata e una vivacità insolita. Organizza coi coetanei piccole imprese teatrali e giocose sempre con grandi successi. Nonna Filomena ogni sera lo fa pregare inginocchiato sul pavimento, per renderlo più docile e salvarlo dall’inferno come ci raccontava Lui. Renato è molto felice quando nonna allestisce una cappellina, vicino alla sua camera da letto. Il Padre ci raccontava che doveva la Sua Vocazione alla nonna e alla cugina Ulma Palmieri. Morto il nonno raggiunge mamma Ida a Genova.
Amava raccontarci la Sua singolare Chiamata:
“Ero vicino ai 20 anni, stavo facendo una discreta carriera in banca. Una domenica mattina del 9 gennaio 1921, siccome mi piaceva molto il mare, mentre passeggiavo in Corso Italia, verso Quarto ho sentito il desiderio di entrare nella Chiesa dei Benedettini di San Giuliano; c’era una cerimonia solenne, l’Abate predicava, molti fiori, incensi, forse era la Consacrazione di un Monaco. Attratto dal grande Crocifisso, un capolavoro d’arte del Maragliano, situato nella navata laterale, alto più di m 3,5 mi sono inginocchiato ai suoi piedi. A un certo momento, mentre alzo gli occhi verso il Crocifisso ligneo, vedo che Gesù diventa vivo, stacca le mani dalla croce, le tende verso di me e abbracciandomi mi dice: ‘Renato vieni e seguimi!’. Io ho lanciato un grido che è risuonato per tutta la Chiesa. Il Signore ripeté con tono imperioso il gesto e l’invito: ‘Renato vieni e seguimi’. Rimasi in estasi col Cristo alcune ore, fin verso le 15,30. Ritornato a casa trovai mia sorella Anna molto preoccupata, liberai la mia stanza di alcuni oggetti, lasciai solo il quadro della Madonna della seggiola. Nello stesso pomeriggio raggiunsi Mons. Piazza per chiedere consiglio su come seguire il Signore. Il caro amico dapprima pensò a uno dei miei scherzi, ma poi capì che si trattava di una singolare Chiamata, mi aiutò e in pochi giorni entrai in Convento. Il 9 febbraio 1921, il giorno delle Ceneri, entrai nell’ordine dei Frati Minori Conventuali e fui ricevuto canonicamente il 13 novembre 1924 con il nome di Bonaventura Maria. Scelsi quel nome perché, come San Leone XIII, pensavo che le opere di San Bonaventura avrebbero illuminato la mia mente e scaldato il mio cuore. A Padova feci il noviziato con la direzione spirituale di San Leopoldo Mandic che mi rivelò molte profezie sulla mia vita sacerdotale. A Padova pronunciai i primi voti nel novembre 1925. L’8 dicembre 1929 feci la professione solenne. Dopo il periodo di Suddiaconato e Diaconato Il 29 giugno 1930 fui ordinato sacerdote”.
Come regalo della prima messa Padre Bonaventura M. Raschi riceve dal Papa Pio XI il dono di poter impartire la benedizione papale, con tutti i vantaggi che sono propri del Papa, con un semplice segno di croce. Il 13 ottobre 1930 il Vescovo di Leiria approva ufficialmente il culto della Madonna di Fatima, il Padre ne divulga la Spiritualità. Ci raccontava con ardore:
“Il 16 luglio 1935 accompagnando un pellegrinaggio di 400 italiani a Lourdes, venni invitato subito dal Superiore del Santuario a predicare alla Grotta, mi disse che c’era una folla di 52.000 pellegrini di tutto il mondo, di ogni razza e mancava il Sacerdote. Salito sul pulpito, vidi la Piazza e la spianata di là dal fiume Gave, gremita di persone, mi trovai nell’imbarazzo e dissi: ‘Signore fatti conoscere e aiutami!’. Appena pronunciate poche parole vidi che molti si asciugavano gli occhi, alcuni sventolano fazzoletti. Avvenne il grande miracolo della Pentecoste, come testimoniano gli uffici di Lourdes. Il Signore mi aveva risposto, si era fatto vivo e aveva fatto capire che il Suo Regno è dentro di noi, penetra nelle Coscienze, magari attraverso la semplicità della mia povera parola umana. Dio si era manifestato e si era servito della mia predicazione per intenerire i cuori: tutti piangevano, si pregò di più e molti si confessarono, così poi dovetti mettermi in confessionale. Il Superiore del Santuario a fatica mi raggiunse per la gran folla che mi circondava ed esultando disse che era avvenuto il grande Miracolo della Pentecoste, molti si meravigliavano che quel giovane Frate parlasse così bene la loro lingua, due Pastori sentirono la predica nel loro dialetto Scozzese, le Suore Americane furono edificate. In quella predicazione ci furono molte guarigioni, conversioni e grazie. Venne a ringraziarmi una grande esponente massonica della Loggia Fiorentina, molto ricca che aveva pelliccerie a Londra, a Parigi ed era venuta per corrompere il responsabile dei Pellegrinaggi, con la mia predicazione Dio aveva toccato la Sua Anima. Il Presidente degli Ospedali civili di Parigi si convertì e lasciò nel bureau di Lourdes la sua commovente testimonianza”.
Per tutto il giorno si raccolsero testimonianze di grandiosi miracoli, negli uffici di Lourdes. Il confratello Raschi ci raccontava con emozione:
“La sera quando arrivai in stanza, molto commosso per tali manifestazioni divine, chiesi al Signore di voler essere un Sacerdote Santo altrimenti preferivo morire. All’indomani mi si presentarono molte gravi malattie, rientrai subito a Genova, fui ricoverato al Galliera, ero gravissimo. Oltre le sofferenze fisiche mi assalirono molti scrupoli, incominciai a pensare di non essere un bravo sacerdote. Dopo 92 giorni di atroce agonia, passa il primario, seguito dall’équipe di 8 medici e sento che dice loro di avvisare i Superiori e i parenti del giovane Raschi perché non avrebbe passato la notte. La Scienza umana dava le dimissioni! Ma quella divina no! In una fulgida luce mi si avvicinò Gesù, lo riconobbi, era proprio Lui, bellissimo e luminoso come quando era sceso dalla croce per invitarmi a seguirlo; pensai che fosse venuto a prendermi per liberarmi da quella grande sofferenza, ma invece con la Sua inconfondibile voce, mi invitava a seguirlo, in una nuova missione, dicendo: ‘Padre Raschi non temere! Dio ti ha pensato prima che le cose fossero per combattere il demonio, non temere! Io sarò sempre al tuo fianco. Fui così subito guarito’”.
Nel 1935 viene inviato in Turchia a predicare e stringe una salda amicizia con Mons. Angelo Roncalli, che era lì come Nunzio Apostolico e divenne poi Papa Giovanni XXIII, che lo amò e stimò sempre. Il 29 giugno 1935 raggiunge la Terra Santa. Mentre prega sul monte Tabor gli si avvicina un giovane religioso che gli fa i più sentiti e sinceri auguri. Padre Raschi lo guarda stupito, ma Lui gli ricorda che è l’anniversario della sua ordinazione sacerdotale, lo prende per mano, lo accompagna nella grande Basilica, lo invita a leggere la scritta nell’Abside e gli dice:
“Anche Tu come Elia e Mosè sei il Figlio prediletto di Dio, orsù leggi!”. Il Padre a voce alta legge la scritta fra Mosè ed Elia: “Tu sei il mio figlio prediletto”
si volta verso il giovane accompagnatore, ma come misteriosamente era apparso, così anche era sparito. Nel 1936 predica la Novena a Nostra Signora delle Vigne, Santuario delle Vigne, e nel 1937 un grande quaresimale. Il 31 ottobre 1942 ci fu il giubileo delle Apparizioni di Fatima, Papa Pio XII consacra il mondo al Cuore Immacolato di Maria. Padre Raschi si attiva per fare molte missioni e consacrare a Maria le famiglie spaventate dalla guerra. Nello stesso anno commissiona al Prof. Aicardi un grande quadro dell’Immacolata. Il 4 marzo 1944, dopo tre anni di meditazione sulla Spiritualità di San Massimiliano Kolbe (morto martire della carità nel campo di concentramento di Auschwitz il 14 agosto 1941), inizia un’intensa attività mariana sulla scia del Confratello polacco, acquista la Tipografia per stampare commenti al Vangelo, il Rosario meditato, Consacrazioni singole e collettive. Roma apprezza il suo intenso lavoro. Dal 13 maggio 1944 si dedica alla Consacrazione individuale e collettiva. Il 23 novembre 1944 fa un triduo nella Sua Parrocchia di Albaro per inaugurare il nuovo quadro dell’Immacolata; il Cardinal Boetto di Genova gli consente di mettere un Cuore Rosso sul petto di Maria: grandissima è la partecipazione dei fedeli. Il 26 novembre 1944 il Padre compone una bella preghiera e consacra la città di Genova al Cuore Immacolato di Maria; con le Chiavi simboliche della città marinara, benedice il quadro in una funzione solenne; l’iniziativa fu un grande trionfo. Il 27 novembre 1944 inizia a fare i Primi Sabati del mese, chiesti da Maria a Fatima. Nei mesi di novembre e dicembre 1944 amplia la Tipografia, dove si lavora con grande ardore per l’evangelizzazione. Dal 1944 al 1960 si dedica alla propaganda mariana: distribuisce preghiere, commenti al Rosario e al Vangelo col Furgone 1100. Nel novembre 1944 acquista nuovi macchinari per intensificare il lavoro nella tipografia. Nel 1945 fa fare un cliché del progetto del Santuario. Il 9 febbraio 1945 il progetto del Santuario viene presentato al ministero della cultura e quindi stampato. A maggio 1945, fa costruire la Casa Rossa con il disegno di Raitano e la direzione tecnica del geometra Setti per poter seguire la costruzione del Santuario e organizzare ritiri Spirituali per i giovani Seminaristi e, dopo aver, invano, cercato sul monte Moro, finalmente trova sul monte Borriga, alle falde del monte Fasce, il terreno per la costruzione della “Piccola Città dell’Immacolata”. Nello stesso mese, acquista nuovi macchinari della tipografia e li fa benedire dal suo Superiore e pubblica una nuova rivista: “L’Internazionale Azzurra”. A settembre 1945, organizza molte missioni Mariane sull’importanza dell’Eucarestia e della Santa Messa. Negli anni successivi si reca all’università americana di Beirut per studiare l’evoluzione umana, i quattro strati della terra, per ritrovare i resti dell’arca di Noè e dell’Eden.
A febbraio 1946, si reca da Padre Pio ed ha la conferma che la sua ispirazione di fondare il Santuario è proprio la Volontà del Cielo. Il Padre viene accolto con grande affetto e stima dal Santo stigmatizzato e benché fosse la prima volta che si incontravano gli dice:
“Io e Te ci siamo voluti sempre bene, io e te siamo la stessa cosa”.
Il Padre, noto predicatore, è molto richiesto in tutto il mondo, non solo in Italia e in Europa ma anche in Egitto, in Turchia, in Iraq, in Libano, in Terra Santa, in America, ovunque si parla della Sua illuminata Sapienza. Perù - 1946 Padre Raschi va a Lima per fondare la Città dell’Immacolata . Nella cappellina iniziale, nel 1946 il 1 Maggio si è celebrata la 1 Messa. La Cappellina è stata costruita in legno con le nostre mani, abbiamo celebrato già un matrimonio e 8 battesimi e a fianco si è avuto il permesso per aprire un ambulatorio. Dagli appunti della Milite Brivio. Il 22 gennaio 1947 ottiene la licenza per la tipografia in Albaro. L’11 febbraio 1948 fonda un nuovo Movimento Sociale Mariano “L’Internazionale Azzurra”. A settembre 1948 viene invitato in vari luoghi a far conoscere le Sue nuove iniziative di evangelizzazione. Predica ad Assisi, a Firenze, a Prato, a Pistoia, a Ravenna, Ragusa, Pesaro, Roma, nella lontana Alessandria d’Egitto, nelle Americhe e nel Perù. Nel 1950, il Padre incarica l’artista Luigi Pauer di Ortisei per scolpire la statua della Madonna di Fatima coi tre pastorelli, alta 1,60 metri che verrà in seguito portata a Fatima, benedetta da Mons. J. Da Silva e fatta sostare nella nicchia della Madonna originale. A febbraio di quell’anno il Padre è protagonista di importanti predicazioni, in Italia e in Europa. A giugno, predica a Roma ai SS. Apostoli, poi a Nizza. Il 12 novembre a Milano tiene conferenze all’Istituto San Salvadori. Il 16 dicembre predica in San Carlo a Torino. Il 25 dicembre predica ad Aosta. A gennaio 1951 il Padre, a Bologna e in Svizzera, tiene importanti predicazioni riportate dalle cronache del tempo. A dicembre 1951 commemora ad Aosta il confratello San Massimiliano Kolbe, che offrì la sua vita al posto di un padre di famiglia e morì ad Auschwitz. Il 24 maggio 1952, il Padre acquista il terreno a Pratobello, Monte Fasce, per costruire il Santuario. Il giorno dopo l’Arcivescovo di Genova chiede al Padre di rinnovare la Consacrazione della città al Cuore Immacolato. Il 9 luglio 1952, durante il Capitolo Provinciale, viene proposto al Padre di fare il Ministro provinciale, ma da frate umile e semplice qual è, chiede di poterci pensare. Si ritira dalla riunione e va a pregare. Gesù, come Sacro Cuore, gli si fa vicino dicendo: “Hai dimenticato la tua grande chiamata? Accetta e sii forte, non temere, Io sarò con te.” Il Padre viene quindi eletto Ministro Provinciale e il giorno successivo viene nominato “Minister Generalis Liguriae et Pedemontii”.
A febbraio 1953 il Card. Siri approva la costruzione della Piccola Città dell’Immacolata. Il Padre lo ringrazia e lo benedice. Il 25 aprile 1953 ripara una stalla sul Monte Borriga, che chiamerà “Piccola Betlemme”, come alloggio per seguire i lavori del Santuario.
Nel 1954 il Padre continua le innumerevoli predicazioni in tutto il mondo. Il 5 luglio 1954 parte per Fatima con la statua di Maria scolpita da Luigi Pauer di Ortisei. Lo seguono 33 sacerdoti liguri e piemontesi, molti pellegrini e militi. Il Vescovo d’Iria benedice la statua e la colloca nella nicchia originale delle Apparizioni. A dicembre 1954 il Santo Padre conferisce alla Chiesa di Fatima il titolo di Basilica.
Il 29 giugno 1955, in occasione del 25° anniversario del suo sacerdozio, riceve gli auguri del Vaticano, di Padre Pio e del Card. Siri. Il 15 luglio riceve gli auguri per l’onomastico. Il 16 luglio viene rieletto Ministro Provinciale della Liguria e del Piemonte. A settembre partecipa al Congresso Nazionale della Milizia dell’Immacolata e propone nuove iniziative per l’evangelizzazione.
Il 13 maggio 1956 la statua di Maria di Fatima, su un carro addobbato di fiori, parte dalla parrocchia di San Francesco d’Albaro, seguita da più di 10.000 devoti in processione fino a Monte Fasce, dove sarà messa in una cappella e venerata.
Nel maggio 1957 i militi fiorentini regalano a Maria un prezioso diadema per incoronarla. Il 14 maggio 1957 il Padre celebra una solenne cerimonia per l’inaugurazione della cappella e incorona Maria. Il 9 giugno 1957 celebra una Messa per i malati ad Albaro. Il 27 novembre 1957 celebra solennemente la Festa della Medaglia Miracolosa.
A ottobre 1957, nella Casa Rossa durante un ritiro di seminaristi, avviene per sette giorni consecutivi un miracolo: ogni mattina, nella dispensa, il Padre trova pane fresco e vivande senza che nessuno le abbia portate.
Il 13 maggio 1959 pubblica “Questa è Bonate”, raccogliendo i consigli della Madonna alla veggente Adelaide Roncalli per aiutare le famiglie. Papa Leone XIV, durante il Giubileo delle Famiglie, lancia un appello per l’unità familiare come segno di pace.
A settembre 1959 molti sacerdoti raggiungono il Padre a Monte Fasce per consacrare l’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Il 25 novembre viene invitato dai confratelli spagnoli a Barcellona per la posa della Prima Pietra della Città dell’Immacolata.
Le interviste alla radio nazionale spagnola commuovono l’intera nazione. Papa Giovanni XXIII invia la sua benedizione con un telegramma. Arrivano anche le benedizioni dei Cardinali di Tarragona, Santiago, Valenza, Granada e Valladolid, e dei superiori della Milizia dell’Immacolata.
Nel dicembre 1959 un articolo sul “Periodico Giliana Immacolata” porta alla richiesta della sua presenza in America per fondarvi una nuova Città dell’Immacolata. Ad aprile 1960 il Padre parte per l’America.
Nel 1962 la Beata Eurosia Fabris Barban prega a Monte Fasce. Nello stesso anno Chiara T., da Milano, confessa a San Giovanni Rotondo e Padre Pio le dice di andare da Giliana, giovane veggente di Chiari, per chiedere alla Madonna quando lo chiamerà a sé.
Il 29 gennaio 1962 Padre Raschi conosce Giliana Faglia, sordo-parlante e affetta da siringomielia. La Madonna, durante la preghiera con Giliana, rivela le finalità del Santuario e lo accompagna nella costruzione dell’opera.
Il 13 gennaio 1963 l’Immacolata dice: “Il Santuario lo chiamerete Fonte della Misericordia, sarà il FARO che illuminerà il mondo.” Il 3 febbraio 1963 rimprovera Padre Raschi per aver cambiato l’effige suggerita a San Massimiliano Kolbe e gli mostra la statua voluta da Lei per l’altare.
Padre Raschi, artista, disegna lo schizzo del Santuario con un susseguirsi armonico di archi. Il progetto viene affidato all’ing. Paolo Montano. A luglio 1963 inizia lo sbancamento del monte, a settembre si termina il piazzale. A dicembre 1963, nonostante il gelo, il Padre è instancabile.
Nel 1964 arrivano i marmi per l’altare, scelti personalmente dal Padre. La pala è un’opera straordinaria: un unico blocco con nicchia in onice portoghese e angioletti scolpiti. Ad agosto viene asfaltata la strada di accesso, a ottobre iniziano i grandi lavori.
A gennaio 1965 si arriva al tetto, ad aprile si acquista il granito rosa a Baveno. A dicembre gli scultori terminano l’altare. Nel 1966 si trovano gli artigiani dei lampadari a Brescia. Nel 1967 il Padre è incoraggiato da Madre Speranza.
Il 1° febbraio 1967, con 72 sacerdoti della Milizia dell’Immacolata, il Padre è ricevuto da Papa Paolo VI. Ad aprile viene sistemato il grande quadro dell’Immacolata, a maggio la pala di 10 quintali viene finalmente collocata sull’altare.
Il 3 maggio 1967 si celebra la Messa con 300 bambini. Il 10 luglio il Padre è eletto Superiore del Santuario. Numerose sono le attività: accoglienza, direzione spirituale, esorcismi. I pellegrini arrivano da ovunque, spesso inviati da Padre Pio: “Non venite fin quaggiù, andate a Genova da Padre Raschi che è come me.”
Nel gennaio 1968 Mons. Massa va a ringraziare l’Immacolata. Il 25 marzo 1968 si inaugura il Tempio “L’Immacolata Concezione Fonte della Misericordia”. La Madonna promette: “Chiunque metterà piede in questo mio grande Santuario non sarà mai più da me abbandonato.”
Negli anni '60 e '70 il bollettino “La Piccola Città dell’Immacolata” di Genova è un grande successo. Ogni giorno si ricevono grazie e liberazioni. Medici, filosofi, ammalati e poveri si affidano al Padre e trovano conforto.
I frati Cappuccini sono testimoni di miracoli e conversioni. Anche uno scienziato nucleare, deluso dalla società, viene dissuaso da idee estreme grazie al Padre. Molte sono le profezie, tutte verificatesi.
Nel dicembre 1984 Renzo Allegri pubblica un’intervista a Padre Raschi sulla rivista “Gente”, in cui egli denuncia le insidie di Satana e parla delle malattie spirituali curate grazie all’Immacolata.
Il 7 giugno 1987, giorno di Pentecoste e primo dell’Anno Mariano voluto da Giovanni Paolo II, Padre Raschi muore a causa di una grave emorragia intestinale.